In questa pagina cercherò di farvi capire perchè il poker è un gioco di abilità e non di fortuna e perchè quindi se si è dei buoni giocatori si può guadagnare
Se non lo capirete dopo questa spiegazione, i motivi sono due: non volete capirlo, per voi il giocatore di poker è paragonabile ad uno che gioca ai gratta e vinci oppure avete lacune di matematica tali da non capire la definizione di probabilità…
anyway
Partiamo… ovviamente i concetti che esprimo non sono miei, anche se scrivo a ruota libera, ma sono presi da libri scritti da gente coi controcazzi, tipo Poker Mindset!
Il punto è questo… nel poker la fortuna incide, ma incide nella singola mano. Nel breve periodo la fortuna la fa da padrona ed un giocatore bravo può perdere, uno scarso vincere… ma nel lungo periodo chi prende le decisioni giuste sarà un vincente!
Partiamo subito con un esempio… testa o croce? come sapete bene, la probabilità è del 50%, quindi se lancerete la moneta 10 volte e vi chiedete “quante volte uscirà testa?” i numeri più plausibili sono il 5 ed il 4 e 6! Ma la probabilità che esca ben 7 volte testa è ben del 17%, di certo non trascurabile!
Ora aumentiamo il numero degli eventi, ossia dei lanci, a 100!
Se ora andiamo a vedere quante volte accadrà di avere esattamente 70 volte testa su 100 (esattamente il 70% come prima che era 7 su 10) scoprirermo che è lo 0,004%! Il valore è sceso drasticamente!
Tale legge si chiama legge dei grandi numeri: all’aumentare del numero dei lanci ci si avvicina alla vera probabilità, ossia di avere il 50% esatto delle volte testa e l’altra metà croce! Quindi non succederà mai di avere il 70% delle volte testa!
Cosa centra questo col poker? beh semplice
Prendete una mano standard, ossia AA vs coppia + bassa! Si sa che abbiamo l’80% circa di probabilità di vincere in un All In preflop!
Ebbene mi direte: “Beh quindi nella singola mano potresti perdere”
CERTO! Ed è qui che di solito si ferma la persona che non vuole capire, dicendoti che anche con le mani migliori puoi perdere e quindi è questione di culo!
Ovviamente non è così, perchè se gioco un numero elevato di mani, dato che la probabilità è 80-20, se IO son quello che ha l’80%, nel lungo periodo io vinco 80 volte su 100 in questa situazione e tu vinci solo 20 volte su 100!
Quindi la bravura sta nel prendere le decisioni corrette e nell’essere sempre colui che parte avanti nel colpo!
Mi sembra di non difficile apprendimento.
Pao
eh eh mi spiace si può obiettare

andando ancora piu a monte.. e cioè:
perchè come definizione di abilità devo accettare quella che danno i pro del poker sul lungo periodo??
insomma e se io come definizione di gioco di culo avessi:
un gioco dove il singolo torneo può essere vinto da chiunque con dei gran colpi di culo.
Insomma io direi che il problema è piu filosofico
concludendo, si uno bravo ci può fare i soldi ed al limite viverci.. ma tra amici è un gioco di culo!!!
La definizione gispo non è dei pro, è la definizione di probabilità, e se hai studiato la legge del grandi numeri c’è poco da obiettare

Ma ti conosco e so che ti piace discutere
Infatti quel che dici è quello che dico anche io: nel singolo torneo il culo incide troppo, soprattutto se giochi contro caproni
se parti avanti nel lungo periodo lo shark vince il donk perde, nel lungo periodo lo squalo porta a casa profitto, vedi pao!!!!
ciao,
sono tra quelli che sostengono che sul lungo periodo…giocando bene(facendo le scelte giuste ad ogni mano) non c’è dubbio che si vince.
Ma perdonami…da ingegnere a ingegnere… tra decine di esempi penso che hai scelto quello più assurdo per chiarire questo concetto.
fai riferimento alla legge dei grandi numeri…ma che centra scusa??
1) nell’esempio che hai fatto stai presupponendo che andrai 100 volte all in pre-flop con un coppia superiore all’avversario: molto improbabile….anzi proprio per la legge dei grandi numeri avrai il 50% un coppia superiore.
2) a mio avviso l’abilità di un pro sta nel calcolare le probabilità in maniera corretta e poi prendere la decisione giusta e non basarsi sulla legge dei grandi numeri che non centra una beneamata mazza.(mi dovresti insegnare che spesso avere anche il 60% di probabilità di vincita non giustifica un call ecc.. in un torneo che non sia un testa a testa.)
3) puoi giustificare con la legge dei grandi numeri i momenti di sfiga…ma null’altro….mi spiego…come nel tuo esempio:
ho AA e vengo battuto da 33…
allora dici: vabbè è capitato…ma non capita molto spesso, anzi molto raramente.
Ecco tutto qua riguardo alla legge dei grandi numeri….
ciao…e in bocca al lupo per il blog!
Lol permettimi… stai dicendo un sacco di idiozie.

Il punto 2 è corretto… tu devi valutare OGNI mano e scegliere la cosa corretta matematicamente, ossia che ha EV+! FINE
Se in una mano di un torneo andare AI è +EV, devi andarci, non importa che hai il 51% o il 90%.
Il punto 1 credo tu proprio non l’abbia capito. Nell’arco di un mese andrò SICURAMENTE AI 200 volte con AA vs coppia + bassa, quindi SI, quando perdo me ne frego, perchè alla lunga vinco! Come fai a dire molto improbabile? se giochi tanto non conta altro che partire davanti in ogni colpo, fine
L’esempio della monetina è ottimo per spiegare la varianza ed il lungo periodo, per far capire alla gente che non deve piangere se perde 8 flip su 10. Perchè questo succederà spesso, mentre su 1000 flip ne vincerà quasi 500. Questo è ciò che spiega l’esempio ed è il motivo per cui in ogni situazione a te interessa solo partire avanti, perchè quella situazione si ripeterà infinite volte nell’arco della tua carriera…legge dei grandi numeri appunto… solo all’aumentare del numero degli eventi si raggiunge la probabilità ecc ecc (non te la so citare a memoria).
Quello che non capisci del punto 1 è che io non dico che avrò 100 volte una coppia superiore e mai inferiore. Ovviamente l’obiettivo del giocatore è quello di capire le situazione e cercare di essere quello con la coppia superiore. Nell’esempio spiego che nel lungo periodo avrai 100 volte la situazione in cui hai coppia superiore e che nel lungo periodo vincerai 81 volte, forse ora mi son spiegato meglio
P.s. Dire che avere il 60% non giustifica un call è un’ERESIA, perchè dovresti mai buttare EV??? per paura di uscire? lol
diciamo che non avevo capito il tuo esempio..
anche se continuo a pensare che la legge dei grandi numeri così come si studia….e per quello che viene utilizzata nelle dimostrazioni…non ha tanto senso per me nel tuo esempio….
cmq sono pareri personali questi
riguardo invece alla frase:
“P.s. Dire che avere il 60% non giustifica un call è un’ERESIA, perchè dovresti mai buttare EV??? per paura di uscire? lol”
perchè io valuto oltre al 60 e 40 (che parliamoci chiaro pre-flop è quasi un coin flip) anche altre variabili:
- anzi tutto se è un testa a testa o meno
- lo stack dei giocatori
- il tipo di torneo un sit and go un torneo lungo ecc..
- ma soprattutto cosa rischio a chiamre con un 60/40?
EV+ ok ….ma anche un’analisi ICM andrebbe fatta in quelle situazioni!
ne vale la pena? te lo dice un analisi più approfindita come ICM non semplicemente vedere il 60 e 40 e allora vai…
bah così la penso io….poi spesso è sufficente arrivare a premi per essere in attivo non sempre arrivare primi….anche se sarebbe bello
Ok come credevo, non avevi capito l’esempio…cmq non l’ho inventato io, ma quel genio di Sklansky… iol’ho solo riportato in parole semplici.
Quel che dici tu lo capisco, ma è scorretto… può valere nelle fasi finali di un torneo, quando arrivare quinto o decimo cambia un sacco, ma non in un torneo in fasi iniziali ecc… vale ovviamente un sacco in un sit, ma non a 100 dai premi in un torneo.
Riguardo l’ultima frase… io gioco per vincere, con l’esperienza ti renderai conto che arrivare a premio conta poco, meglio arrivare nei primi una volta e fare 10 OTM che 9 ITM minimi